Il tuo numero reale
Non quanti allenamenti fai in una settimana ideale. Quanti ne fai nella settimana peggiore dell'anno. Quasi sempre è due sotto quello che avevi in testa.
Il 94% di chi inizia molla entro 90 giorni, e quasi mai per pigrizia: molla perché il suo sistema non regge una settimana storta. Questa guida ti insegna a smettere di ricominciare.
Nasce per chi sa già cosa dovrebbe fare, ma non riesce a mantenerlo nel tempo. Perché il problema non è la mancanza di disciplina: è la rigidità con cui viviamo l'allenamento.
Ti ci sei riconosciuto?
Il Protocollo completo è gratis.
Sai già cosa fare. Hai già iniziato, forse tante volte. Il problema è che si rompe sempre nello stesso punto.
Questi numeri non servono a spaventarti. Servono a toglierti di dosso l'idea che tu sia l'unico a non riuscirci.
smette entro 90 giorni. Indipendentemente da quanto ha pagato e da che scheda ha scelto.
Il problema non è la mancanza di disciplina. È l'eccesso di aspettative.Il Protocollo della Continuità · pag. 9
Non perché siano pigre. Perché il sistema in cui cercano di inserirsi è costruito male fin dall'inizio: troppo ambizioso, troppo rigido, troppo dipendente dalla motivazione del momento.
Segna quelle che sono tue. È un conto che si fa da soli, e di solito dice tutto.
Toccale
mentre leggi.
Se le hai riconosciute, il problema non è la disciplina. È l'eccesso di aspettative.
Novanta minuti sembrano più seri. I dati dicono un'altra cosa: oltre una certa soglia paghi molto tempo in più per pochissimo risultato in più.
Cosa pensi che valga di più?
La risposta intuitiva porta verso il primo. Novanta minuti sembrano più degni di essere chiamati allenamento. La scienza dice il contrario.
Due volte e mezzo l'impegno settimanale.
Due punti in più. Studio citato da Klarity Health.
La matematica è dalla parte di chi fa poco ma con costanza.
di movimento in un anno facendo le sessioni corte. Non perché venti minuti siano l'ideale. Perché venti minuti esistono nella tua realtà, e novanta esistono solo nella versione di te perfettamente organizzata.
Australia, 2026. Un cortile con due kettlebell, una strada, una stanza con un rack, spesso dopo dieci ore di lavoro. Non in una palestra patinata.



La domanda non è «quante volte riesco ad allenarmi al massimo?» ma «quante volte riesco ad allenarmi nella settimana peggiore dell'anno?»
Scrivi quanti allenamenti riesci a fare a settimana in condizioni ideali. Poi togline uno. Se hai scritto cinque, togline due. Quello che resta è il tuo punto di partenza reale.
Regola 1 — se puoi allenarti cinque volte, parti con tre.
A dodici settimane, chi ha fatto poco ha fatto di più.
Sette strumenti, nell'ordine in cui si usano. Niente teoria motivazionale: roba che applichi dalla settimana prossima.
Non quanti allenamenti fai in una settimana ideale. Quanti ne fai nella settimana peggiore dell'anno. Quasi sempre è due sotto quello che avevi in testa.
Quanto serve davvero perché un allenamento conti, con gli studi in mano. Sotto quella soglia non succede niente. Sopra, stai solo pagando tempo.
Finché l'allenamento è «una cosa che faccio se riesco» è un'opzione, e le opzioni finiscono in fondo. Il metodo per agganciarlo a routine che hai già, alla BJ Fogg.
Ventiquattro minuti, a corpo libero, ovunque. Non esiste per farti un allenamento serio: esiste per non farti sparire nelle giornate in cui tutto va storto. C'è una differenza enorme tra «oggi riduco» e «oggi salto».
Quarantacinque minuti scritti per intero: attivazione, tre giri, EMOM da 10. Quello che Bruno fa adesso, dopo dieci ore di cantiere. Non l'ideale — il reale.
Un obiettivo per settimana. E alla quarta non sali sulla bilancia: conti quanti allenamenti avevi programmato e quanti ne hai fatti.
Quelli che Bruno ha fatto per primo, fino all'ernia. Il più pericoloso è anche il più ragionevole: saltare perché non hai un'ora.
Trentasei pagine. Gratis. Nessun upsell alla fine.
Scarica la guidaDimenticati i risultati fisici. L'unico obiettivo di questo mese è costruire l'identità di qualcuno che si presenta.
Non importa quanto sollevi. Importa che tu sia lì.
La settimana in cui molti mollano convinti di aver capito.
Volontariamente, una volta. Scopri che non è una sconfitta.
Quanti ne avevi programmati, quanti ne hai fatti.
Sopra il 70% di quello che ti eri promesso, hai già vinto la parte più importante.
Trentasei pagine impaginate, con gli schemi che rendono visibile il meccanismo e i campi da compilare a mano.
«Per anni ho creduto che la disciplina fosse non fermarsi mai. Poi è arrivata l'ernia.»
Faccio il coach da più di dieci anni. Questa guida l'ho scritta su un pullman diretto a Katherine, nel Northern Territory australiano, mentre lavoro quattordici giorni consecutivi, dalle sei del mattino alle sei di sera, come handyman in una base militare.
Non è un dettaglio di colore. È il motivo per cui questa guida esiste. Cosa vuol dire allenarsi dopo una giornata che ti ha già svuotato, prima lo capivo nella teoria, sentendo parlare i miei clienti. Adesso lo vivo sulla mia pelle.
Non vendo l'immagine del guerriero che non cade mai. Lavoro per costruire persone che, anche quando cadono, non si distruggono.
Le cose che ci si chiede prima di lasciare l'email.
Sì. Lasci l'email e ricevi il PDF. Non c'è niente da comprare. Entri anche nella newsletter settimanale di Bruno — allenamenti, strategie, quello che vede funzionare — e puoi disiscriverti già dalla prima mail.
Per iniziare no. Il Protocollo di Emergenza è a corpo libero e si fa ovunque: in camera, in ufficio, in un parcheggio. L'allenamento da 45 minuti invece usa bilanciere e manubri.
Nelle giornate storte, 24 minuti. La guida parte da un principio preciso: venti minuti fatti valgono più di novanta rimandati.
Perché non ti dà una scheda più intensa. Lavora sul punto in cui ogni volta si rompe tutto: il giudizio dopo il primo allenamento saltato. È scritta proprio per chi ha già iniziato e mollato più volte.
Hai un piano per le prime quattro settimane e un check-in da compilare a 30 giorni. Se vuoi costruire il percorso insieme a Bruno, in fondo alla guida trovi come scrivergli.
Trentasei pagine, gratis, senza niente da comprare. Poi ogni settimana ti arriva quello che Bruno vede funzionare su di sé e sui suoi clienti.